Il movimento Labor propone un focus su beni culturali

Lamezia Terme, Martedì 05 Settembre 2017 - 12:33 di Redazione

Il movimento Labor propone un focus tra istituzioni comunali, regionali, management  aeroportuale, associazioni e commercianti sulla  valorizzazione e la promozione dei nostri beni culturali e del turismo,  e del loro ruolo  nell’ambito dei processi  sociali ed economici della città. La bellezza dei nostri beni culturali (museo archeologico, museo diocesano, biblioteca, casa del libro antico, ecc) da sola non basta, ci vuole intelligenza, ovvero una nuova ricetta per valorizzarli e promuoverli meglio, per creare intorno ad essi efficienti servizi  per il cittadino  ed  incentivare il turismo. Per questo occorre creare meccanismi di gestione che riescano a tenere insieme armonicamente i diversi livelli di rilevanza e funzionalità del bene culturale, considerare il territorio nella sua globalità, come insieme di passato e presente, di beni culturali e di paesaggio, di attività economiche e abitudini di vita.  I beni culturali costituiscono una componente essenziale dei contesti di appartenenza, sono una identità storica  che di recente beneficia di un crescente  interesse; il  recupero dei luoghi della memoria nasce essenzialmente dal rispetto delle proprie origini e dalla consapevolezza che essi rappresentano un patrimonio inalienabile e irripetibile di valori storici, ambientali e artistici da conservare, ordinare e proteggere affinché non si perdano le tracce di quella ricchezza di testimonianze che forma la nostra comune identità culturale.  Occorre, però accostare alla sua funzione di testimonianza del passato anche quella  di fonte di sviluppo sociale ed economico, luogo di interscambio tra i beni stessi, il loro territorio e la collettività. Per questo riteniamo che siano  necessari provvedimenti di tutela e valorizzazione inquadrati in un nuovo contesto programmatico sufficientemente coordinato e orientato in un’ottica che eviti lo svuotamento dei luoghi e, allo stesso tempo, controlli l’intera fenomenologia che in senso economico, sociale, culturale e funzionale  condiziona direttamente e indirettamente la conservazione della tradizione storica di una comunità e la sua proiezione verso il futuro. Chiediamo dunque a questa amministrazione azioni che sappiano mettere  a “sistema” tutte le risorse, umane, materiali e immateriali, disponibili in tale ambito e su modelli di gestione unitaria ed integrata del nostro  patrimonio culturale, turistico e ambientale al fine di conseguire qualità dei servizi, efficienza nella spesa, economie di scala e capacità di aggregazione della domanda. Prioritarie sarebbero le tante opportunità offerte dalle nuove tecnologie; bisognerebbe dunque che tutto questo “bene comune” sia digitalizzato ed inserito nei siti web, in un piano integrato di comunicazione, che sappia coniugare nuove tecnologie e metodi più tradizionali, per la gestione e la valorizzazione, anche  ai fini turistici, dei beni culturali. Inoltre, nella nostra visione di gestione dei beni culturali,   pubblico e privato dovrebbero  camminare insieme; per realizzare e gestire un tale sistema, per promuovere l’immagine e migliorare la fruibilità della città,  la collaborazione è necessaria perché – e lo dico con amarezza – all’interno delle amministrazioni non sempre ci sono risorse capaci, fresche ed innovative.    

Il portavoce del movimento Pasquale Scaramuzzino 



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